Dopo tutti questi giorni di silenzio dovuti a vari motivi, vorrei parlarvi di indulto, ddl sulle intercettazioni, Abu Omar, Israele-Libano e di tutta la nausea che queste vicende mi hanno dato. Ma Discanto riprende vita – per poco, perché fra poco si va in vacanza… a casa – con le sue solite annotazioni. Questa volta non solo musicali. Via:
Tempo fa parlammo qui sopra della raccolta firme per il disegno di legge ad iniziativa popolare per delottizzare la Rai portato avanti tra gli altri da Sabina Guzzanti e Marco Travaglio. Purtroppo la raccolta firme non è andata a buon fine per qualche migliaio di voti ma il Ministro Gentiloni ha promesso di confrontarsi in futuro con il comitato promotore della raccolta, inoltre il disegno di legge verrà presentato in Parlamento da Tana Zulueta dei Verdi (alla Camera) e da Franca Rame dell’Italia dei Valori (al Senato). Qui tutti i dettagli della cosa.
Un disco importante da segnalare. E’ “Tras Os Montes”, il nuovo di Stefano Giaccone, ex leader (con Lalli) dei Franti e oggi autore di almeno due lavori impedibili (questo e il precedente da solista “Tutto quello che vediamo è qualcosaltro”). La mia recensione qui. Non perdetevelo – il disco, non la mia recensione.
Ho intervistato Cesare Basile. Di lui da queste parti si parla spesso, quindi se vi va leggete e basta.
Per finire: sono pure su Deviantart. Che egocentrico.
19 Luglio '92

Il vento si dileguava in un girotondo di foglie,
l'asfalto era una lama di sole, lucido come un presagio nero
era l'ora del riposo, invero..
La città si truccava allo specchio, chi brindava alla gioventù,
chi senza saperlo era già vecchio, chi guardava alla tv
la tavola di Ginevra e del Re Artù..
Io e la mia compagna più cara lisciavamo il pelo alla storia
Giocandoci a dadi la memoria.
Io e la mia ammirevole amica, sul carro della nostalgia
Trionfale come la vita, beffarda come la vita..
Tobia il canarino giallo sopravvissuto ai nubifragi, come migliaia di disperati
celebrava il ritorno dei Re Magi
sulla terrazza assolata, tu dormi Panormo amata
Altri cercavano l'oro per nascondere la paura,
chi sapeva attendeva in silenzio il botto dell'ultima congiura
e dell'ultima ora.. ..l'ultima avventura
poi d'improvviso una nube, come un lampo di finestrino,
esplose in un rombo di tuono e furono bucce di mattino.
Noi non conosciamo l'Italia e non vogliamo più vedere
la lunga coda di paglia gli schiavi del potere.
I messaggeri dell'indignazione arrivarono quasi subito
a cavallo delle cineprese per non sporcarsi i pantaloni
invocando nomi e cognomi, cognomi e nomi.
Passò qualche cane a pisciare sui resti delle macerie,
le signore della televisione andarono in fretta dal parrucchiere
ad aggiustarsi il grugno e le rughe del sedere.
E sbocciarono fiori tristi sui prati muti della speranza,
vennero frotte di turisti a cercare la morte in vacanza.
Quel giorno scomparvero in tanti sulle ali della rivolta
Quel giorno volaron le rondini per l'ultima volta.
Io e la mia compagna più cara cercavamo nell'ombra il cammino
che conduce dove regna il silenzio, il gioco della vita e del destino.
Thom Yorke usa l’elettronica come la chitarra. Non si cura che i suoni siano più o meno al passo coi tempi, ma mette beat e sample semplicemente a disposizione delle canzoni. E’ forse questa la chiave per valutare al meglio “The Eraser”, il primo disco solista del leader dei Radiohead – inutile dirlo: uno dei gruppi più importanti ed influenti degli ultimi quindici anni – che esce a tre anni di distanza dall’ultimo non eccezionale album della band inglese.
Dopo i cartoni animati, il trip-hop o giù di lì. “Peeping Tom” è il nuovo bolo ludico musicale di Mike Patton, uno che al sottoscritto regalò con il progetto Fantomas (quello appunto dei cartoni animati) uno dei più bei concerti dell’anno appena passato. Dico bolo perché l’ex Faith No More non sa più quale “sostanza musicale” ingurgitare per poi vomitarla secondo i propri ludici canoni estetici: “Peeping Tom”, ad esempio, guarda dalle parti del trip-hop o dell’avant pop più orecchiabile e ritmato ma lo fa alla maniera ormai tipica del tuo autore, tutto schizofrenie rumorose e urlacci improvvisi. Con tutti quegli ospiti, alcuni messi lì un po’ per far nome e basta (Massive Attack, Amon Tobin) altri per far nome e anche qualcosa di buono (Bebel Gilberto nell’ottima electro-bossa “Caipirinha”), la prospettiva è allettante – e difatti è uno dei dischi più attesi dell’anno – ma il risultato non poi così speciale. “Peeping Tom” si fa ascoltare con piacere, ti regala anche qualche mezza sorpresa (anche Norah Jones dice le parolacce, e in “Sucker” ce n’è la prova) ma alla fine scorre via un po’ così, senza clamori nonostante tutto il bendiddio messo sul piatto. Che sia, come dice qualcuno, una mossa più per raccattare qualche soldo, magari da Mtv, che un tentativo di rivoluzionare la musica post-novecentesca è possibile. Ma qui non diamo giudizi genere e non siamo a Forum e, alla fine, te la vedi la musica del buon Generale a sgomitare con l’ultima scoperta nu-metal? Io no, e a dirla tutta non so nemmeno se sia ancora vivo il nu-metal.
Era da un po’ un po’ di tempo che non si vedevano da queste parti, ma oggi sono tornate. Signori e signori le annotazioni di discanto (certo che annotazioni è il nome meno accattivante che potessi trovare eh…):
E’ uscito ormai da qualche settimana il nuovo lavoro di uno dei nomi storici del cantautorato italiano di casa nostra: Claudio Lolli. Il disco si chiama “La scoperta dell’America” e pur non essendo brutto ha un grosso e prevedibile difetto: è più che mai un disco da cantautore, già vecchio ancor prima di essere uscito. Qui una mia recensione.
Qualcuno si ricorderà dei Lythium, gruppo di rock autoriale che nel 2000 si presentò a Sanremo con il brano “Noël” e l’anno dopo pubblicò un disco. In seguito ad una (letale?) tournèe di supporto a Vasco si sciolsero, e il leader della formazione Stefano Piro intraprese una carriera solista. “Notturno Rozz” è il suo esordio: nulla di eccezionale, ma se vi piacciono Piazzolla, i La Crus, Cave e il Capossela più funereo potrebbe interessarvi, a voi.
Già da alcune settimane su MusicbOOm è disponibile in download gratuito un ep live di Fabrizio Coppola, cantautore salernitano fratello del veejay Massimo con all’attivo la pubblicazione di due dischi (“La superficie delle cose”, 2003 e “Una vita nuova”, 2005). Il “dischetto” è stato registrato lo scorso maggio alla Casa139 di Milano, se non conoscete nulla del suddetto avete un'occasione di scoprirlo qui.
Il livello della tv italiana è bassissimo, ma è anche vero che qui non abbiamo i geni che hanno in Giappone, guardate.
Per finire, il sottoscritto e un suo caro amico musicista stanno cercando nel bergamasco un batterista per un progetto il cui volantino di presentazione è il seguente:
“Cerchiamo batterista di buona esperienza e con voglia di sperimentare nuove possibilità percussive (con oggetti di uso comune) per gruppo blues anteguerra voce recitante-chitarra-batteria. Influenze: Robert Johnson, Madrigali Magri, Black Heart Procession, Howe Gelb, Bachi da Pietra. No perditempo, sì musicisti motivati e curiosi. Per informazioni e contatti lucabarachetti@hotmail.com”.
Per intanto vi dico questo, poi magari in futuro ne riparleremo. Sta di fatto che è una cosa tanto seria quanto difficile da realizzare. Chi è interessato non esiti a contattarmi, mi raccomando.
Due cose sulle liberalizzazioni di Bersani, che sono un segnale speranzoso da questo governo dopo tanti fattacci di cui si è parlato qui nei giorni scorsi.
La prima: leggo delle proteste dei taxisti e mi vengono in mente due versi del buon Giovanni Lindo tratti dall’ultimo disco a marchio PGR: «anima dolce che stai tra i cottonfiock / metti i piedi per terra sentirai che elettroshock». Sarò generalizzante ed estremista, ma a me sembra che tutta questa gente che protesta per delle liberalizzazioni stia tra i cottonfiock: se accetti uno stile di vita basato interamente sul mercato e sul profitto – com’è il nostro e il loro, perché non ricordo movimenti di taxisti anticapitalisti o no-global – non puoi protestare quando qualcuno di quel sistema fa rispettare almeno le regole, appunto, del mercato (leggasi concorrenza). E’ un atteggiamento incoerente ed egoista, che denota pure una certa cecità sul dove e sul come si sta vivendo.
La seconda: per motivi, diciamo così, più umanistici e spirituali che strettamente economici sono piuttosto contrario ad un sistema dominato dal profitto, ma sono anche contento quando di questo sistema vengono fatte rispettare il più possibile le regole. Perché se è vero che un sistema è più dannoso di un altro – e il nostro lo è parecchio, ma questa è un’altra storia – è anche vero che fa ancora più danni quello stesso sistema dannoso non pienamente coerente con le proprie regole. Quello italiano fino ad oggi non lo è stato e non lo è ancora: l’Italia è da tempo un Paese congelato da vari monopoli, atrofizzato da enormi conflitti di interessi (quello di Berlusconi, il più grave ed evidente, ma non il solo) e impantanato in molteplici e striscianti collateralismi finanza-politica. Le liberalizzazioni di Bersani potrebbero essere una boccata d’aria, almeno per quanto riguarda i campi a cui si rivolgono. Speriamo reggano alle pressioni delle lobbies (che poi sono ancora quelle dei politici che a Roma le rappresentano), e speriamo soprattutto che siano solo la prima tappa di un percorso importante. Come qui spesso si insiste, ce n’è un’altra di tappa fondamentale che va sotto il nome di tv e comunicazione. Là non sarà solo questione di prezzi e concorrenza, ma soprattutto di pluralismo e libertà d’espressione. Gentiloni e compagnia, attendiamo segnali.
PS: Il Manifesto, giornale che avrò letto sì e no due volte, è in crisi economica profonda. Un giornale in meno, un giornale così, è una grave perdita anche per coloro che non lo tollerano proprio (chi insulterebbero altrimenti?). Se c'è qualcuno che vuole dare qualche soldino d'aiuto, qui il link. Per gli altri questo blog che sta col Manifesto.