Ultimi giorni dell'anno, tempo di recuperare alcuni dischi purtroppo lasciati indietro. Ad esempio "Tra i fuochi in mezzo al cielo" di Paola Turci, una vera sorpresa se non fosse che la Turci ha iniziato da alcuni anni un percorso di maturazione e responsabilizzazione in fase di scrittura (tutte sue le firme dei brani) di cui questo disco non può che essere il più logico risultato. Il 24 dicembre, giorno ultimo per presentare le proprie preferenze agli Italian Blog Music Awards di Luca Castelli, si avvicina, e io oggi spedisco (e rendo pubbliche) le mie votazioni.
Prima di tutto però un riepilogo: gli IBMA sono un concorso rivolto a tutti i possessori di un blog per eleggere i migliori dischi italiani e i migliori blog dell'anno che sta per terminare. Chiunque possiede un blog può inviare una meil a ilpozzodicabal@yahoo.it indicando i suoi cinque dischi italiani e i tre blog preferiti del 2005. Il 25 dicembre verranno resi noti i vincitori. Se volete saperne di più cliccate lì sopra e tutto sarà svelato per il meglio. Mi raccomando, partecipate. L'iniziativa è bella e utile per capire gli umori musicali e blogghettari di questo nuovo e "magico" mondo.
Ora, ecco le mie preferenze.
I cinque dischi italiani (in ordine alfabetico):
Ballate per piccole iene - Afterhours
La malavita - Baustelle
Neve ridens - Marco Parente
Tornare nella terra - Bachi Da Pietra
Valende - Jennifer Gentle
I tre blog (anche questi in ordine alfabetico):
Alex Chilton
Daniele Luttazzi
Transit
E' morto lo scorso 12 dicembre, messo sotto copertura in una casa di riposo del bergamasco, Carlo Digilio. Digilio è fino ad oggi l'unico colpevole della strage di Piazza Fontana a Milano. Se n'è andato esattamente a trentasei anni dal massacro: casi della vita, si dice. Con Digilio se ne va anche l'ultima possibilità - flebile, visto che era malato mentalmente da tempo, dopo un ictus che lo aveva colpito nei primi anni '90 - di fare luce sulla prima delle stragi nere del nostro Paese, sempre incapace di far diventare storia la propria cronaca e, ancora di più, di leggere fino in fondo le sentenze dei processi.
Si è parlato molto in ambito indie delle circostanze che hanno portato Vashti Bunyan a tornare a cantare dopo oltre trent'anni di silenzio (l'interessamento di Devendra Banhart e Piano Magic, l'ep di pochi mesi fa con gli Animal Collective). Una storia così, quasi favolistica, non determina l'hype di un disco, ma di certo lo aiuta. «Quante discriminazioni ha subito Cesare Previti. E' già la seconda volta che si fanno leggi contro di lui». Lo ha detto il presidente del Senato Marcello Pera.
Cerchiamo di capire: per «la seconda volta» Pera si riferisce certamente l'ex Cirielli, edulcorata secondo richiesta Udc dall'entrare in vigore immediatamente e quindi inutile per salvare l'ex ministro della Difesa dal carcere per Imi-Sir e Sme (salverà solo Berlusconi dal falso in bilancio Mediaset, e con lui i poliziotti picchiatori del G8, Vanna Marchi, gli autori del rogo al Petruzzelli di Bari, Longo Strevi e compagnia, e tanti altri - ovviamente se verranno giudicati colpevoli). Ma l'altra legge, «la prima volta», il primo atto di congiura contro quel buonuomo di Previti, qual'è stata? Semplice: è l'articolo 318, il reato di corruzione. Ha ragione Pera: non gliela dovevano proprio fare a Cesare il Puro di rendere reato la corruzione. Un'autentica persecuzione. Davvero.
PS: mentre la vicenda sul Tav è in un momento del tutto incerto e delicato - siamo insomma alla cosiddetta "fase dello zuccherino": speriamo che non ci si caschi come pere mature - vi invito a leggere questa intervista al professor Angelo Tartaglia del Politecnico di Torino, già postata da Beppe Grillo sul suo blog. Pure ai giapponesi l'alta velocità è andata male.
Già da alcuni giorni volevo dire qualcosa su George Best. Il "dire qualcosa" però non fa per me, e neanche lo spendere troppe parole sulla morte. Mi sono ricordato invece di questo libro di Fernando Acitelli dal titolo "La solitudine dell'ala destra" (Einaudi, 210 pagine, 7,50 €), che avevo letto alcuni anni fa per preparare uno spettacolo teatral-musicale su ciò che fu il calcio. Sono centottantacinque poesie, perlopiù brevi, dedicate ad altrettanti personaggi del football: alcune sono piuttosto belle e centrate sui soggetti a cui si riferiscono; altre mancano un po' d'ispirazione. Quella scritta su Best non è un capolavoro, ma riesce ad individuare al di là dei moralismi cuciti intorno all'uomo - non ultimo la trasformazione di Best in anti-modello per i giovani con tanto di paginone su un quotidiano inglese e titolo-testamento «Non fate la mia fine», chissà poi quanto voluto... - la caratura mitica, e rock, del calciatore.
George Best
Basetta sassone,
palleggio virile,
pirata numero undici
al pari del suo compagno Morgan.
«Se Liverpool ha Paul McCartney,
noi abbiamo George Best!» urlavano
le teen-agers sognanti un tuo bacio.
Col tuo cognome, il migliore,
chiudevi il tridente dei rossi
di Manchester.
C'è stato un periodo, risalente più o meno a quattro anni fa, in cui avevo riposto su Max Gazzè molte speranze. Erano i tempi di "Ognuno fa quello che gli pare?", album che sembrava profilare, in modo più che mai compiuto, l'estetica del proprio autore: canzoni leggere ma pensanti, all'insegna di Police, Battiato e (forse) Battisti, arricchite da testi che come pochi altri cercavano, spesso trovandolo, l'effetto lirico (grazie anche all'apporto del fratello scrittore Francesco Gazzè e le frequentazioni di Montale, Zanzotto, Mallarmè). Pur non amando molto il mondo dei blog - o meglio: un certa parte del mondo dei blog che si fa troppo i fatti propri - questa iniziativa proposta da Luca Castelli, bravo giornalista de Il Mucchio Selvaggio e superinformato esperto di tutto quanto fa web e tecnologia (il suo blog è interessante e puntuale, visitatelo), è davvero molto bella. Si tratta degli Italian Blog Music Award, una sorta di oscar della musica italiana (e dei blog) in cui la giuria sono i bloggers. Non ho ancora scelto chi votare - dovete sapere che in casa Barachetti la classifica dei dieci dischi dell'anno, italiani e non, è un discorso ancora tutto aperto e fremente, almeno finchè non me ne chiederanno conto "dall'alto". Però intanto vi metto qui di seguito il regolamento del concorso (e nei prossimi giorni vi dirò le mie scelte). Partecipate, eh.
"Qualche giorno fa sono incappato in The Top 40 Bands in America Today, una classifica delle migliori band del 2005 secondo i blogger americani. Oggi è la volta della risposta britannica: The UK's Hottest 47 Acts (sulla quale non mi trovo affatto d'accordo: e i Gorillaz? gli Elbow? gli Editors?).
America, Inghilterra, Inghilterra, America. Ok, è un dato di fatto, la musica migliore arriva da lì. Ma perchè non provare a fare una classifica del genere tutta italiana?
Da qui, l'idea di bandire i primi Italian Blog Music Awards.
L'idea è abbastanza semplice.
Chi ha un blog e vuole partecipare deve scrivere all'indirizzo ilpozzodicabal@yahoo.it una mail di questo tipo:
Oggetto: Italian Blog Music Awards
Nome e indirizzo del suo blog
I titoli dei cinque dischi ITALIANI del 2005 preferiti
(non necessariamente in ordine di preferenza)
I nomi (e possibilmente gli indirizzi) dei tre blog ITALIANI preferiti
(anche qui, non è necessario l'ordine di preferenza)
Ciao Luca, sei un grande!
(questa è facoltativa)
La partecipazione è aperta a chiunque abbia un blog, anche se si occupa di cucina, giardinaggio o metodi di tortura medievali. Essendo gli Italian Blog Music Awards ancora più liberi di RockPolitik, si può segnalare qualsiasi album di qualsiasi artista appartenente a qualsiasi genere: se vi è piaciuto l'unplugged di Giorgia potete scriverlo, non dovete per forza mettere gli Offlaga Disco Pax (con il massimo rispetto socialista tascabile per gli Offlaga Disco Pax, ovviamente).
Il voto è segreto. Non rivelerò le preferenze di nessun votante, neanche se sottoposto alle torture medievali di cui sopra.
Unica regola: tra i blog preferiti non si può segnalare il proprio (scelta necessaria, vista l'ormai proverbiale autoreferenzialità dei blogger).
Non posso controllare l'identità di tutti, ma sarebbe anche carino che i musicisti-blogger non votassero i propri album. E se avete più di un blog, la vostra onestà tutta italiana dovrebbe portarvi a votare solo una volta.
In omaggio alla flessibilità che ci circonda e che prima o poi ci seppellirà, ho deciso anche di apportare un cambiamento epocale alla formula di qualsiasi premio: saranno accettati i cambiamenti di voto. Se avete già votato e passeggiando per la FNAC scoprite che quest'anno è uscito il nuovo album dei Litfiba e volete disperatamente inserirlo nella vostra cinquina, potete farlo. Basta che mi mandiate un'altra mail, segnalando il cambiamento.
La scadenza per il voto è inderogabilmente fissata per la mezzanotte di sabato 24 dicembre 2005. La mattina del 25, in contemporanea con l'avvento di Gesù Bambino, pubblicherò i risultati. I migliori album, i migliori blog e l'elenco dei blog partecipanti.
Naturalmente si tratta di un esperimento. Magari non voterà nessuno e tutto l'ambaradan si rivelerà un fiasco colossale. In quel caso, pazienza.
Se invece si raggiungerà una buona partecipazione, ho intenzione di rompere le palle a un po' di blog musicali stranieri e di segnalare loro la classifica. Le Top Qualcosa hanno sempre molto successo online: si potrebbe iniziare a far circolare il nome di qualche artista italiano nella blogosfera.
Insomma, l'idea non mi sembra malvagia. Se vi piace spargete la voce, scrivetelo sui muri, ditelo agli amici blogger. In fondo per partecipare bastano due minuti e come disse qualcuno che qui a Torino molti ricordano: più siamo, più vinciamo."
Dopo i manganelli si invoca dialogo: tra lo Stato e la popolazione della Val Susa, magari con la mediazione della Regione. Al di là del fatto che la Regione non è un mediatore neutrale perchè è favorevole alla realizzazione del TAV (la governatrice Mercedes Bresso, econimista da sempre interessata all'ambiente ed autrice di libri importanti sul tema, dovrebbe spiegarci i perchè del suo essere favorevole, al di là dell'appaltazione di alcuni lavori alla Lega delle Cooperative, beninteso), mi chiedo come sia possibile il dialogo tra una fazione che vuole questo TAV e un'altra che non vuole questo TAV. Il Governo invita al dialogo partendo dal presupposto che il TAV si farà, dialogo che com'è ovvio il fronte "No TAV" rifiuta, appunto perchè il TAV non lo vuole - e di motivi ormai ce n'è a bizzeffe (andate a leggerli su www.notavtorino.org se non lo avete ancora fatto e anche in questo ottimo articolo di Gianni Barbacetto): non ultimo quello che se l'opera non riuscirà ad assorbire i costi enormi di realizzazione e manutenzione dovremmo pagarli noi (probabilissimo: sono treni e siamo in Italia).
Di Benedetto XVI si è detto e si dice tutt'oggi moltissimo. Una delle qualità più sottolineate dai promotori del tuo pontificato è quella di essere un Papa dalle enormi conoscenze teologiche e capacità intellettuali. Qualche dubbio in proposito al sottoscritto viene, soprattutto quando il perspicace Ratzinger se ne viene fuori con frasi simili: «La libertà religiosa è ben lontana dall'essere ovunque effettivamente assicurata. In alcuni casi essa è negata per motivi religiosi o ideologici; altre volte, pur riconosciuta sulla carta, viene ostacolata nei fatti dal potere politico, oppure, in maniera più subdola, dal predominio culturale dell'agnosticismo e del relativismo» (Angelus di domenica scorsa). Mi è assolutamente chiaro come la religione o l'ideologia ostacolino la libertà religiosa (l'unilateralismo religioso di certe nazioni islamiche, l'ateismo sovietico) e anche come riesca a farlo il potere politico (la Cina). Quello che proprio non riesco a comprendere è come il relativismo possa ostacolare la libertà religiosa. In soldoni: non riesco a trovare un esempio, in quelle nazioni (occidentali) che per la Chiesa sono vittime del relativismo, per cui esista una sola legge che non permette ad un cattolico di professare la propria fede e di vivere secondo il proprio credo. Ad eccezione della legge francese "sul velo", che comunque è un caso isolato e mira a colpire l'Islam più che il Cristianesimo (non si è sentita infatti notizia di un alunno sospeso per aver portato un crocefisso) altro davvero non trovo. Ratzinger, o chi per lui, dovrebbero spiegarci come - subdolamente - il mostro del relativismo inguaia la libertà di culto dei seguaci di Cristo. Io non capisco: a me un'uscita del genere continua a sembrare una mezza boiata.
PS: l'altro ieri avevo scritto che i valsusini, se conveniva, sarebbero stati fermati con ogni mezzo possibile. Non ci voleva molto acume per intuirlo. Stanotte è successo e a quanto riporta Repubblica i feriti civili sono una ventina, sei le forze dell'ordine. Secondo No TAV due civili sono gravi; un comunicato firmato "No Tav Valle di Susa" dice che la polizia ha «manganellato anche pensionati, donne, giornalisti. Alcuni assessori comunali con fascia sono stati presi a calci e la fascia strappata». Lunardi: «Mi auguro che si mettano il cuore in pace tutti perchè tanto l'opera si fa, i cantieri sono aperti». E ti credo: la proprietaria della Rocksoil, designata per progettare la galleria dalla parte francese è sua moglie.
Quello che mi chiedo, quando penso alla giusta battaglia dei valsusini contro il TAV sulla linea Torino-Lione, è dove vogliono arrivare, se davvero credono di vincere. Se il TAV veramente serve ad aumentare i profitti delle lobbies politico-economiche italiane, francesi ed in generale europee (in barba all'ambiente e alla salute degli abitanti di quelle zone) nessuno, ripeto nessuno, li fermerà.